• 26 Aprile 2011

NEGRAR (VR) – Era partito con l’obbiettivo di vincere, anzi di rivincere, il 50° Palio del Recioto Stefano Locatelli, uomo di punta del Team Colpack, che già nel 2009 aveva conquistato la classica internazionale di Negrar.
Si è dovuto accontentare di un terzo posto, un piazzamento comunque di prestigio dietro a due avversari di grande livello mondiale. A vincere è stato l’austriaco Georg Preidler, recente vincitore del “Toscana, Terra di Ciclismo” e dell’azzurro Salvatore Puccio del Team Hopplà recente vincitore del Giro delle Fiandre U.23 e di una tappa alla Coppa delle Nazioni sempre in Toscana (nella foto Rodella, il podio).

L’austriaco della Tyrol ha firmato una grande impresa protagonista dalla prima fuga di giornata, partita a più di 120 km dal traguardo e sfiancato uno ad uno tutti i suoi avversari arrivando tutto solo sul traguardo di Negrar. Protagonista nella prima parte della fuga a 11 c’era anche Gianfranco Zilioli, poi, quando davanti sono rimasti solamente in tre, la squadra del presidente Beppe Colleoni, si è accollata il grosso del lavoro per tentare un ricongiungimento. Poi sulla salita finale sono rimasti Stefano Locatelli ed Edoardo Zardini – che correva sulla strade di casa – a giocarsi le proprie carte. Locatelli ha fatto la differenza in salita recuperando uno ad uno tutti gli avversari che lo precedevano, eccezion fatta per il vincitore. Nella discesa Puccio è riuscito a superare il bergamasco e a conquistare la seconda piazza. Sfortunato Zardini che è scivolato a terra a trecento metri dal traguardo perdendo la possibilità di trovare un posto tra i primi dieci della classifica, ha chiuso 11esimo.

 

Giustamente amareggiato appena dopo il traguardo Stefano Locatelli, ma poi col passare dei minuti accetta il verdetto della corsa consapevole di un piazzamento comunque importante e soprattutto di una prestazione convincente in salita: “Ci tenevo tanto a vincere ancora questa corsa dove già avevo vinto nel 2009 – ci ha detto Locatelli –, era il primo obbiettivo della stagione per me. In salita ho fatto la differenza anche se non sono riuscito a recuperare sul battistrada. Peccato perché la squadra ha lavorato tanto per recuperare sulla fuga, ma poi nel finale è rimasto solo Zardini a darmi una mano e delle altre squadre nessuno voleva tirare. Per questo abbiamo perso qualche secondo di troppo che alla fine è stato decisivo. Comunque la condizione c’è ed ora guardiamo avanti”.

 

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